Il momento dell’eyewear a Milano: MIDO 2026 apre l’anno
Quando alla fine di gennaio si sono aperte le porte di Fiera Milano Rho, Milano viaggiava già su due tempi diversi. Dentro i padiglioni, l’industria dell’occhialeria fissava le proprie priorità per l’anno appena cominciato. Fuori, la città si preparava all’avvicinarsi dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. La sovrapposizione emergeva nelle conversazioni a margine, nelle scelte di calendario e nel modo in cui i marchi mettevano a fuoco ciò che contava davvero, più che ciò che faceva effetto. MIDO è arrivato alla cinquantaquattresima edizione senza cambiare il proprio ruolo. Con oltre 1.200 espositori da una cinquantina di paesi e visitatori da più di 160 nazioni, ha continuato a funzionare come il punto di verifica annuale del settore, il luogo in cui le idee vengono messe alla prova prima di passare alla produzione.
Ogni angolo del mondo dell’eyewear, sotto lo stesso tetto
Attraversare i sette padiglioni chiarisce perché MIDO resti strutturalmente diverso dalle altre fiere di settore. Materie prime, macchinari, lenti, accessori e montature finite convivono all’interno dello stesso sistema, e questo permette a designer, tecnici e buyer di incrociarsi senza confini formali. La rinnovata Fashion Square del Padiglione 1 ha funzionato più come uno spazio di incontro condiviso che come una passerella, portando marchi affermati e nomi più giovani dentro lo stesso flusso. La Design Area, ricostituita nei Padiglioni 2 e 4, seguiva lo stesso principio, con studi emergenti presentati senza separazioni né sottolineature. Lontano dagli stand, The Vision Stage ha messo al centro filiere, sostenibilità e leadership come questioni operative. Le conversazioni erano concrete, radicate nelle decisioni che determinano come l’occhialeria viene prodotta, distribuita e mantenuta nel tempo.
Il Sergio Cereda Eyewear Design Award ha portato alla luce progetti studenteschi costruiti attorno al movimento e all’equilibrio, molti dei quali più vicini, per spirito e costruzione, a veri e propri strumenti. Proseguendo la visita, l’attenzione è tornata naturalmente al presente e ai marchi indipendenti che hanno raccolto interesse costante lungo tutti i padiglioni. Vedere riuniti nomi come Eyepetizer, Ross & Brown, MYKITA e VAKAY ha reso evidente la logica che guida la selezione di COY. Tra molti altri, sono marchi che siamo orgogliosi di proporre. Il loro lavoro esprime un livello di qualità e di visione che resta coerente dal concetto all’esecuzione, e a MIDO 2026 la loro presenza era una conseguenza naturale.
«I marchi indipendenti restano il cuore pulsante dell’eyewear. Anche sotto pressione, sono loro a spingere ancora avanti materiali, forma e intenzione.»