Questa sfida contro il tempo non appartiene soltanto ai giocatori. Appartiene anche all’occhio. Guardare Wimbledon a questo livello è un’esperienza visivamente impegnativa, molto più di quanto gli spettatori spesso immaginino. Durante uno scambio, l’occhio deve seguire velocità, rotazione, altezza e direzione della palla, rifocalizzando continuamente tra la palla, il giocatore, le linee e il campo. Poi, tra un punto e l’altro, il paesaggio visivo cambia ancora: abiti bianchi, erba verde, tabelloni, luce del sole, ombre, volti. L’affaticamento visivo si accumula gradualmente. Anche la pallina da tennis racconta una parte di questa storia. Fino al 1986, Wimbledon utilizzava palline bianche. Il passaggio al giallo ottico fu introdotto principalmente per consentire alle telecamere televisive di seguire la palla con maggiore facilità, ma migliorò anche il contrasto per gli spettatori presenti nello stadio. Sullo sfondo dell’erba di loietto, la pallina gialla viene individuata più rapidamente dall’occhio. Un piccolo cambiamento di colore ha modificato il modo in cui il tennis viene percepito, sia sullo schermo sia all’interno del Centre Court.